Le linee Gentleman: quando le cuciture raccontano una storia

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La Maison Litrico non lascia niente al caso. Per scoprire le innovazioni, bisogna seguire le tracce lasciate dai dettagli

17/10/2017

Quando nel 1961 alla Maison Litrico si iniziò a parlare di Linea Gentleman, le parole andavano scelte con cura. La Linea indicava lo stile, nella maniera anglosassone, guai a sbagliare definendola come la Linea dell'abito. Venivamo dallo Sportsman, di cui abbiamo raccontato la storia due settimane fa, e la linea Gentleman era tutt'altro che collegata alla sagoma atletica. Bensì, accentuava una figura longilinea e smilza.
 
Come titolò la rivista La Notte, il 14 gennaio del 1961, si avvicinavano "Tempi duri per i fusti". La nuova legge dettata da Litrico erano le spalle strette e le maniche corte. E se in generale la linea sembrava non presentasse grandi rivoluzioni, era nei particolari che si trovava una ricercatezza sofisticata e un taglio dell'abito molto diverso dal solito. 
 
Erano bandite le imbottiture sulle spalle. E come faceva la giacca a figurare così alta? Come sempre, per capire l'innovazione dell'alta sartoria è necessario seguire il percorso indicato dalle cuciture. La linea Gentleman non fa eccezione. Le spalle risultavano alte perché erano perfettamente incassate nell'attacco del collo e avevano un'ampiezza ridotta. Quello stesso attacco aveva poi una forma più rotonda nella versione pomeridiana. 
 
Il monopetto e le spalle alte, si univano alla linea del busto dritta e svasata dopo la vita. Così come i pantaloni, una sola linea sottile e slanciata, più stretti all'altezza dell'anca. I risvolti della giacca invece erano sottili e allungati con le punte appena rotonde e le maniche affusolate, e lasciavano scoperti buona parte dei polsini, mettendo in mostra gli immancabili gemelli. 
 
Si parla della Maison Litrico, e come non accennare ai tessuti? Il misto lana-seta, denominato Rendez-Vous, era di eccezionale gusto. Le tinte classiche, blu e avana, venivano arricchite da versioni grigie ravvivate da minutissimi disegni in colori vivaci (rosso rubino, azzurro brillante, violetto, e giallo oro). Si affiancava al tessuto Vento di Roma, in misto lana-mohair, rinnovato nelle disegnature e nei colori.
 
Il colore preferito in questa collezione da Angelo Litrico? La "Plaia", tonalità avana dorato, che il sarto aveva creato ispirandosi ai caldi riflessi dell'arenile dell'omonima spiaggia catanese.
 
Un pizzico di romanticismo e nostalgia erano gli ultimi due ingredienti che mancavano per rendere davvero completo il nostro gentiluomo.
 
Per la scrittura di questo articolo abbiamo utilizzato fonti dell'Archivio Storico della Maison Litrico:
La settimana a Roma, Moda maschile primaver-estate '61: http://www.litricomoda.com/photo?ID_DOC=361

 

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