La magia di Litrico: quando la fortuna premia gli audaci

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Tutta fortuna? No. La verità è che per rendere la vita "magica", ci vogliono tre principali ingredienti

13/02/2018

La vita di Angelo Litrico e della Maison hanno percorso strade quasi mistiche. Tanto da poterci permettere di dire che in questi sessantasette anni il nostro percorso è stato la dimostrazione pratica del detto: "la fortuna premia gli audaci". Come vedremo in queste poche righe che raccontano la prima fase dell'ascesa di Angelo Litrico, per guardarsi alle spalle un giorno lontano, e far sembrare che la propria vita sia uscita da un romanzo ci vogliono tre ingredienti: non lasciarsi scappare l'occasione, essere sempre aperti al prossimo, e lavorare sodo. 
 
Nel 1968 il professor Barnard, il primo chirurgo ad aver mai effettuato un trapianto di cuore, arrivò in Italia per la prima volta, e chiese subito di vedere due persone: Gina Lollobrigida e Angelo Litrico. Da Litrico si fece fare cinque vestiti, che gli vennero consegnati dopo una notte e un giorno di lavoro. Barnard ci tenne a essere fotografato con il suo sarto e gli chiese anche il favore di accompagnarlo a casa di Sofia Loren. Una scintilla era scattata, tra i due, in soli tre giorni di duro lavoro e ascolto. 
 
Un altro momento magico della vita di Angelo Litrico furono proprio la serie di coincidenze e colpi di fortuna che lo portarono ad arrivare a Roma e diventare ciò che è diventato. 
 
"Nel luglio del 1945, andai a trascorrere una domenica a Taormina. Bighellonavo per le strade senza un soldo in tasca quando mi si avvicinò una signora. "Giovanotto - mi disse - sa dov'è la stazione?". Io non avevo niente da fare e mi offrii di accompagnarla. Lungo il tragitto seppi che la signora veniva da Roma e stava recandosi segretamente in pellegrinaggio alla Madonna di Pompei. Segretamente perché il marito, ateo convinto, le aveva proibito di professare la sua fede. "Ho detto a mio marito che sarei rimasta in Sicilia e invece vado a Pompei" e aggiunse, dopo aver scoperto che andare a Roma era il mio sogno "Il biglietto di ritorno per Roma non mi serve, se vuole glielo regalo"". La sera stessa, dopo una nota di saluto al padre, Angelo Litrico partiva per il continente, uscendo per la prima volta dalla sua Sicilia.
 
A Roma, in una traversa di Via Veneto, trova la sua strada: proprio in Via Sicilia comincia a lavorare nella bottega di un vecchio sarto che sei anni dopo gliela lascia in eredità. Dopo tredici anni di duro lavoro, nel 1958, un suo conoscente del quartiere, originario di Palermo, lo invitò a teatro. "Non mi sembrò vero", racconta lui, "Però ci voleva uno smoking e io non l'avevo. Così, decisi di farmelo: andai a comprare uno scampolo (verde, nero non c'era) e inginocchiato a terra nella mia cucina me lo cucii. A teatro fui frastornato da tutta quell'eleganza. Attrici, ambasciatori, uomini d'affari, c'era di tutto. Non potei fare a meno di ripensare alla mia casupola e a mio padre che tirava le sue povere reti di pescatore in Sicilia. Durante l'intervallo mi si avvicinarono due signori: scusi, mi dissero, chi le ha fatto questo magnifico smoking? Ecco. Quei due erano Rossano Brazzi e Vittorio Gassman, ai quali diedi l'indirizzo della bottega senza dire che era stato io. Alle quattro del pomeriggio dopo, Brazzi passò in via Sicilia, scoppiando in una fragorosa risata. E ne ordinò uno identico, più altri otto abiti". Da allora, Angelo Litrico fu infermabile.
 
Lo stesso smoking di Brazzi, fu commissionato da Claudio Baglioni a Luca Litrico, solo in altri colori e tessuti. Quasi un marchio di fabbrica, no?
 
E' assurdo rileggere questi pezzi di storia a distanza di più di sessant'anni. Sembrano racconti da romanzo. E ogni volta è stupefacente vedere come la fortuna aiuti gli audaci. Non gli bastava dare indicazioni a quella signora? Non gli bastava dire di no all'invito a teatro, perché non aveva i soldi per uno smoking e a mala pena per quello scampolo? E invece eccoci qui a capo di una Maison di alta moda maschile, dove la magia si sente ancora forte e chiara, perché l'audacia non si è mai placata.
 
Per la scrittura di questo articolo abbiamo utilizzato fonti dell'archivio storico della Maison Litrico:
"Il mago dei sarti vi rivela il suo segreto": www.litricomoda.com/photo?ID_DOC=409
 
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Luca Litrico ha negli occhi la luce di chi ama il proprio lavoro e nelle mani l’esperienza di chi, da sempre, ha vissuto nell’ambiente dell’alta moda maschile. Parlare con lui è come fare un bel viaggio nel passato, in quell’Italia fatta di stile ed eleganza, che ci ha reso unici e riconoscibili nel mondo. Osservarlo mentre crea le sue collezioni, ti fa apprezzare l’unicità del prodotto artigianale italiano, e vederlo partire per le più diverse destinazioni del modo per realizzare un abito su misura, ti fa capire quanto lui ami quello che fa. Luca che è cresciuto fra rocchetti di filo, scampoli di tessuto e amore e passione per quello che si fa. Ha anche avuto il privilegio di vedere uomini come Mastroianni o Gassman mentre si facevano “cucire addosso” i loro abiti. Un uomo fortunato che ha avuto uno zio ed un padre che non solo gli hanno trasmesso la maestria dell’alta sartoria maschile, ma che lo hanno fatto crescere in quel mondo degli anni 50/60 che hanno segnato lo stile italiano nel mondo. Luca ha assorbito completamente la visione e la filosofia dello stile LITRICO riadattandolo per essere comunque contemporaneo. Reinterpretando costantemente la società, riconoscendo le esigenze sempre diverse dell'uomo moderno, Luca Litrico continua a creare abiti caratterizzati da "quel quid" che rende ogni suo capo unico ed inconfondibile". Ogni collezione, prodotta interamente in Italia, è caratterizzata dall'impiego di materiali nuovi e ricercati, raffinati, necessari per la realizzazione di modelli unici per bellezza e qualità.